home

  [media stories: 1993: italian]




Dentro i demoni del nord

Band feature and interview
taken from Italian magazine
RUMORE #21 / November 1993.
In Italian. Transcribed by Sunchild.


Psichedelia o grunge? Che c'entra questo con i Motorpsycho, direte. C'entra, c'entra.

Cominciamo con la psichedelia. Se con questo termine abbiamo sempre inteso, e tutt'ora intendiamo una contaminazione tra i vari linguaggi della musica popolare (ma anche jazz, etnica, folk, etc.) alterata dall'uso progressivo di droghe 'sociali' come l'LSD, allora, fatte le debite proporzioni con la modernità (attenzione, qui non stiamo parlando di ecstasy o di rapporto tra tecnologia e percezioni sensoriali nelle varie forme dell'house), anche la musica dei Motorpsycho può legittimamente essere definita psichedelica. Più di qualunque altra band revivalistica inglese o americana, infatti, il trio norvegese ci costringe a ripensare il concetto di psichedelia. Personalmente, non so da quanto tempo non mi accadeva.

Come un'ameba, il sound dei Motorpsycho ingloba ogni tipo di influenza musicale passata e presente, dilatandosi e contraendosi a seconda dei momenti e delle circostanze. Di volta in volta può riportare alla mente la serenità visionaria dei Pink Floyd, il sapore aspro e metallico dei Nirvana e die Big Black, la fluida melodia dei Dinosaur JR, e persino la funebre solennità dei New Order. Ve lo garantisco. Almeno, questo è quanto mi è capitato di ascoltare al Bloom di Mezzago, in una piovosa serata dello scorso mese di Settembre.

Sarebbero perfetti, i Motorpsycho, se riuscissero a mondare la propria musica di qualche prolissità e di quel poco di vecchio che ancora la ingrigisce. Il punto è che, nelle loro canzoni, passato e presente si mischiano inestricabilmente.

Isolati come sono dal resto del mondo, nel centro esatto della Norvegia, i Motorpsycho ahnno ben poche occasioni di farsi influenzare da mode e climi culturali del rock occidentale. Qualunque nuovo stimolo esterno, quando filtra, viene come assorbito in una visione musicale totalizzante, non sostituendo di fatto quello che definiremmo il vecchio, ma semmai aggiungendosi ad esso. In altri termini non c'è rottura con il passato. Nulla viene buttato via: i Joy Division come i Pink Floyd, i Deep Purple come i Dinosaur JR. Tutto contribuisce all'allargamento dell'area rock; tipico caso di continuità tra tradizione e innovazione propria delle civiltà molto isolate.

Il secondo aspetto di cui parlare in relazione ai Motorpsycho riguarda il famigerato grunge. In che senso? Come a Seattle nel 1986, oggi in Norvegia con gruppi come Motorpsycho e Hedge Hog (grandissimi, vi consiglio di acquistare il loro ultimo cd Primal Gutter) stiamo assistendo ad un'importante mutazione, che vede musicisti con un background HM / Punk farsi stranamente influenzare dal postpunk sperimentale dei Sonic Youth. CHe io mi ricordi, nel mondo, è accaduto solo in questi due posti. La Norvegia come Seattle? E'un pò presto per dirlo. Ma una cosa è certa: aveva proprio ragione McLuhan quando affermava è sempre più simile ad un villaggio globale. Almeno nel rock.

i n t e r v i s t a

RUMORE: Quando vi siete formati, che tipo di situazione c'era dove abitavate; da quale background provenivate?
BENT: "Ho conosciuto per primo Snah, il chitarrista, al liceo. Fu facile fare amicizia con lui, perchè eravamo gli unici con i capelli lunghi. Iniziammo a suonare in piccoli gruppi, per lo più di heavy metal, sai, le solite cose da ragazzini. Finita la scuola, ritornai a Trondheim, la mia città di nascita. Lì formai i Motorpsycho con un altro chitarrista, che poi abbandonò il gruppo, così chiesi a Snah di venire a Trondheim e di entrare nei Motorpsycho. Non abbiamo avuto significativi cambiamenti di stile dopo questo passaggio, perché sia il vecchio chitarrista, sia Snah erano fans dei Sonic Youth."

RUMORE: Scusate, ma come è possibile che un chitarrista che suoni in gruppi HM sia allo stesso tempo un fan dei Sonic Youth?
BENT: "A dire il vero siamo stati noi del gruppo che abbiamo fatto conoscere a Snah. Io lavoravo in questa piccola radio studentesca e martellavo con la musica indie. Il gruppo preferito in assoluto di Snah sono i Deep Purple."

RUMORE: Come è nato il nome Motorpsycho?
BENT: "Nell'estate del 1988 eravamo tutti e tre in vacanza a Londra e c'era questa retrospettiva di Russ Meyer con tre film: Faster Pussycat, Mudhoney e Motorpsycho. Visto che i primi due nomi erano già stati assegnati, non rimaneva che il terzo e lo scegliemmo. Inoltre decidemmo che saremmo stati un incrocio tra una street metal band e una garage band, cioé Motorpsycho doveva essere una sintesi di Faster Pussycat e Mudhoney. Poi le cose sono andate diversamente, musicalmente voglio dire. Siamo entrati in studio nel Dicembre del '90 per registrare Lobotomizer. Era praticamente un demo, che spedimmo alla Voice Of Wonders che aspettò settembre prima di pubblicare il disco."

RUMORE: Quali sono le principali differenze tra il vecchio materiale e le nuove canzoni?
BENT: "Crediamo di aver maturato un suono più moderno, meno influenzato dalla psichedelia. Ti sembrerà strano, ma la principale differenza è costituita da Gebhardt, il nostro nuovo batterista che ha sostituito Killer. Con lui siamo diventati un collettivo più strutturato, con maggiore disciplina compositiva. Abbiamo maggiori possibilità rispetto a prima. Ecco perchè abbiamo pubblicato il mini album Soothe appena sei mesi dopo Lobotomizer, per dare a quelli che già ci conoscevano la nuova idea del gruppo."

RUMORE: Mi sembra che Soothe sia notevolmente influenzato dai Dinosaur Jr.
BENT: "Sì, certo. Personalmente sono un grande ammiratore di quel tipo di sound caldo e pastoso tipico anche del Neil Young elettrico. C'è anche un altro gruppo olandese molto bravo che suona in questo modo, si chiamano Alabama Kids e sono amici nostri. In generale le mie influenze principali vanno da Nick Drake a i King Crimson, da Neil Young a..."

RUMORE: Avete appena pubblicato un singolo con un brano dei Grand Funk Railroad.
BENT: "Per me i Grand Funk erano la versione americana dei Black Sabbath, molto duri e primitivi. Mi hanno influenzato molto anche i Blue Cheer e gli Hawkwind."
SNAH: "Per quel che mi riguarda ho sempre ascoltato vecchio e nuovo heavy metal."

RUMORE: Sul serio ti piacciono gli ultimi Deep Purple?
SNAH: "Scherzavo. E' abbastanza triste vederli andare in studio e venirsene fuori con roba tipo l'ultimo album. E' ovvio che l'hanno fatto per i soldi."

RUMORE: Qual'è il chitarrista che più ti ha fatto sognare in gioventù?
SNAH: "Sopratutto Ritchie Blackmore. Più tardi mi sono reso conto che in realtà Blackmore aveva rubato molte cose a Jimi Hendrix."

RUMORE: Un'altra componente della vostra musica sembra essere il folk, vedi il brano di apertura di Demon Box: Waiting For The One.
BENT: "Abbiamo inciso due diverse versioni di quella canzone, una elettrica (alla fine dell'LP) e una acustica. Ci siamo accorti che poteva essere una buona canzone folk."

RUMORE: Scrivi tu i testi del gruppo, Bent?
BENT: "Sì."

RUMORE: Ci sono alcune cose che mi incuriosiscono. Perché ad esempio avete chiamato il primo album Lobotomizer?
BENT: "E' il titolo di una canzone. Il titolo dell'album è venuto di conseguenza. E' Stato un mio amico a dire: questo album dovrebbe essere chiamato Lobotomizer. Il testo della canzone parla di tutto ciò che ti degrada in quanto essere umano: l'incesto, lo stupro, la lobotomia. Tutte cose che non dovrebbero esistere in una società civile. Lobotomizer è un titolo perfetto per un album."

RUMORE: E le altre canzoni?
BENT: "Grinder riguarda uno sport crudele che viene fatto con bambini rapiti o comprati in India, Pakistan. Una volta appesi ad un palo, si cerca di colpirli. Qualcuno, cadendo muore. E' una cosa terribile."

RUMORE: Dove hai imparato queste cose?
BENT: "E' stato un mio amico a dirmelo."

RUMORE: Ci sono problemi razziali in Norvegia?
BENT: "Abbiamo anche noi i nostri nazi skin. Ma certo non abbiamo i problemi, ad esempio, della Germania, poiché la presenza dei neri è molto scarsa."

RUMORE: Torniamo a parlare di Demon Box. Una cosa che mi affscina di voi è che sui vostri dischi, ultimamente, compaiono parecchie fotografie d'epoca che ritraggono persone anziane. Tutto ciò mi ricorda, l'opera di un altro illustre scandinavo, il regista Ingmar Bergman e le sue indagini nell'inconscio, alla ricerca delle connessioni perdute con il passato. E' possibile che ci cia un collegamento con voi?
BENT: "Sì, hai ragione. La fotografia della copertina di Demon Box fa parte di una serie di foto e oggetti che la persona che ha disegnato la copertina di Lobotomizer ha trovato da qualche parte. Ci siamo letteralmente innamorati di questa foto misteriosa, così sognante ma allo stesso tempo così reale. Ha la perfetta atmosfera che ci serviva per rappresentare Demon Box."

RUMORE: Pensavo che quella foto fosse una specie di omaggio ai vostri genitori.
BENT: "Lo è, in un certo senso. In Demon Box ci sono delle parti di piano registrate nel 1966 da i miei genitori. Ci piacevano e le abbiamo utilizzate così com'erano! Mi rendo conto che tutto questo può avere un fondo bergmaniano. Mi piace conoscere la storia. Voglio sapere da dove vengo, che cosa mi ha preceduto, quali sono le mie radici."

RUMORE: E quali sono le tue radici, Bent?
BENT: "Contadine. I miei genitori hanno una grande fattoria fuori Trondheim. Siamo contadini da generazioni. E' un posto stupendo, isolato, sta esattamente al centro della Norvegia, in mezzo alle foreste. Un giorno mi stabilirò da quelle parti per sempre. Ci sono cresciuto, ho quel posto nel sangue. Recentemente è morta mia nonna ed è stata seppelita lì vicino."

RUMORE: Ho l'impressione che in un certo senso siate come ossessionati dal passato.
BENT: "Forse inconsciamente, non posso dirlo con certezza."

RUMORE: Che cosa è esattamente la 'Scatola dei Demoni'
BENT: "Abbiamo in realtà rubato il concetto da un libro di Ken Kesey (quello degli Acid Tests degli anni sessanta, ndr). Personalmente non ho letto il libro, ma mi piaceva parecchio l'espressione. Puoi dargli cinquanta significati diversi, se vuoi. Sono i nostri demoni ovviamente, è un modo per liberarci delle nostre attitudini negative. E' un bel titolo per un album, non è vero?"

RUMORE: Avvertite di essere isolati dal resto della cultura rock? Voglio dire: influenza tutto questo la vostra musica?
BENT: "Può darsi, Non ci sentiamo comunque limitati dalla nostra particolare posizione geografica. Anzi. L'isolamento ci aiuta a concentrarci e, sopratutto, a non subire l'influenza delle mode. Facciamo esattamente quello che vogliamo fare, senza condizionamenti. I Motorpsycho sono metaforicamente come una palla (indica nell'aria una specie di pallone immaginario), qui c'è l'heavy metal, qui il grunge, etc.. Se la gonfi, tutto cresce in proporzione, tutto diventa più grande, si espande in ogni direzione."

RUMORE: L'ultima domanda riguarda il vostro immediato futuro. So che qualcosa di grosso sta per succedere.
BENT: "Attualmente non abbiamo un vero e proprio contratto. Vorremmo registrare il nostro nuovo album con un budget maggiore rispetto a Demon Box. Cominceremo le registrazioni in primavera. C'è la Sony norvegese che ci ha proposto un contratto, ma noi preferiremmo... l'Earache, con la quale dovremmo sentirci al termine di questo tour. Sai, un nostro amico è stato a Nottinngham questa estate e agli uffici dell'Earache Demon Box era il top album del momento!"

Claudio Sorge